Las Tunas

Las Tunas e’ una citta’ che fino a pochi anni fa nessuno conosceva.
Era il campo cubano, la terra de los guajiros e delle campesine.

Nella sua provincia, da Manati’ a Colombia, fino a Puerto Padre (nei dintorni) e’ facile trovare piantagioni di canna da zucchero.
L’odore acre e non sempre piacevole della zafra, in questi posti, ti entra nei vestiti.
Capitai in questa citta’ di 70000 anime quasi per caso, volevo andare a Cuba…per svariati motivi.
L’anno era il 2000, tramite un conoscente capitai in questa strana citta’.

Anche se, successivamente, ho poi visto tanti altri posti in giro per Cuba, alla fine, sono ritornato sempre a Las Tunas, oramai credo che difficilmente mi schiodero’ da li’.

Cosa ha di speciale questo posto? Per alcuni nulla.

Due grandi vie, una grande periferia dove non sempre il poco benessere che ha toccato il centro citta’ arriva. Qualche ristorante, un paio di locali, qualche albergo e una discoteca e, infine, una piscina…..trascurabile.
Il mare e’ a quasi cento km, un bel mare ma, sicuramente, non proprio dietro all’angolo.

La principale ragione che porta tanta gente in questa citta’, tutto sommato, marginale, pare siano le donne.
Duecento case de renta, in qualche modo, devono avere un perche’.
Di donne, a Cuba, ce ne sono a vagonate….pero’ chi viene a Tunas, ci resta o comunque ci torna.

Le ragioni possono essere  tante o nessuna.

Le tunere sono particolari, conosco donne di quasi tutte le province, ma le attenzioni e le carinerie che ti riservano le tunere sono un esclusivita’ difficilmente riscontrabile altrove. Spesso si tratta delle solite finzioni, lo sappiamo bene, ma e’ anche bello ogni tanto illudersi che non sia sempre cosi’. E’ confortante pensare che ogni gesto affettuoso non sia un servizio piu’ o meno ben retribuito, credere coscientemente a cio’ che spesso non e’……

Las Tunas e’ questo ma anche altro.

Si tratta di una comunita’ di gente viva e pulsante, ogni mattina il centro della citta’ si riempie di persone chiassose e colorate che, sotto il caliente sole tropicale, cerca in qualche modo di mettere insieme il pranzo con la cena.
La gente, come in tutti i sud del mondo, e’ calda e aperta, e’ facile conoscere qualcuno e stringere rapporti.
Rapporti che spesso possono durare nel tempo, come mi e’ successo non poche volte.

La citta’, vista la vicinanza del campo e’ piena di mercati con frutta, verdura, carne, riso, formaggio e tutto cio’ che spesso manca altrove, specialmente dopo gli uragani.
Ci sono localini dove si puo’ cercare un po’ di fresco e bersi un traco in buona compagnia.
Se si vuole uscire dal giro, chiamiamolo cosi’, turistico e’ sufficente fare 4 passi a piedi per ritrovarsi in barrios periferici in cui il turista non e’ esattamente di casa e

la gente vive senza neanche sapere che, noi culi bianchi, esistiamo. Ho trovato ovunque cortesia, educazione e gentilezza, ho sempre contraccambiato con la stessa moneta.

E’ la mia seconda casa, il porto sicuro a cui attraccare ogni volta, il luogo in cui, quasi mai, sono stato deluso e questo in una terra in cui spesso delusioni e fallimenti sono all’ordine del giorno.

Las Tunas: la terrazza sull’oriente de Cuba